KLEOPATRA, IL NUOVO BRANO DI DENISE MANNO

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KLEOPATRA, IL NUOVO BRANO DI DENISE MANNO

Denise Manno

La giovanissima cantante palermitana Denise Manno torna di nuovo tra le varie classifiche musicali con il brano Kleopatra. Dove sperimenta diversi Egipt sound e ci racconta un po’ di sé, della sua musica e del messaggio che vuole far arrivare a tutte le persone che la seguono.

Ciao Denise, dove nasce l’ispirazione del singolo Kleopatra?

Sono sempre stata affascinata da tutto ciò che riguarda l’antico Egitto: dalle piramidi, alle sfingi e tutto lo sfarzo faraonico. Soprattutto sono estasiata dalla figura imponente di Cleopatra.

Una donna dalla storia passionale e allo stesso tempo tragica. L’idea del brano è nata in studio, con il mio amico e produttore, cui abbiamo sperimentato diversi Egipt sound.

Qual è il messaggio che vuoi far arrivare con Kleopatra?

Ho voluto interpretare in chiave moderna la Regina Egizia esaltandone il potere, l’indipendenza e la sensualità. Kleopatra è un inno al potere delle Donne, affinché ogni giorno portino avanti le loro battaglie. Per questo ho voluto girare il videoclip della canzone con donne bellissime e di tre etnie diverse. Ho reso omaggio alla bellezza e all’unicità interiore ed esteriore di ciascuna. Kleopatra, lancia un messaggio forte ed è Girl Power!

Il sound riporta agli anni ’60, come mai hai scelto quel periodo?

Credo che la dance anni ‘60 sia il sound perfetto per celebrare la vita, la gioia di vivere e di ballare, con gli amici, come si faceva fino a qualche tempo fa. Nel video troviamo riferimenti al voguing, lo stile di danza nato proprio sulle note dance anni ’60, nei locali gay, durante le cosiddette Ballroom.

Ecco, se dovessi immaginare un ritorno in disco, lo sogno in una grande Ballroom piena di colori, tanta musica e voglia di vivere! Naturalmente ballando tutti sulle note di Kleopatra.

Sei una giovanissima artista molto attiva nella comunità Lgbt. Quanto pensi che ci sia ancora da fare affinché siano ascoltate le voci e le richieste della comunità?

Denise Manno

Trovo assurdo che ancora oggi bisogna lottare per poter essere se stessi, esprimere e affermare quelli che sono sacrosanti diritti dell’essere umano. Il diritto di Essere e Vivere la propria vita liberamente, senza discriminazioni, pregiudizi, e distinzioni. Quello che manca è una legge, che tuteli le minoranze e condanni qualsiasi crimine d’odio gratuito.

Mi sono sempre battuta contro le ingiustizie, di qualsiasi natura; che sia di origine sessuale, razziale o di genere. In quanto, anche io, sono stata in passato vittima di bullismo nei primi anni di scuola, affrontando successivamente i cyber-bulli sul web. Mi piace pensare che la miglior arma all’odio sia la gentilezza, l’amore e la Musica.

Credo fortemente nel potere curativo della musica. Kleopatra è quindi un inno all’inclusività per tendere le braccia a chi si è sempre sentito escluso dalla società, ignorando che ciò che ci distingue è solo un punto di forza che dobbiamo tutelare e proteggere con cura.

Quanto è importante, in questo momento storico, comporre musica che ci dia messaggi positivi?

Assolutamente importante! In questo periodo storico la gente ha bisogno di leggerezza e di sostegno, soprattutto psicologico.

Non per questo la musica è utilizzata per fare delle vere e proprio terapie.
La musica è un qualcosa di meraviglioso che ci entra dentro, senza dover bussare alla porta dell’anima. Indipendentemente dal genere musicale, la musica ha il grande potere di mandare messaggi positivi e accompagnare per mano tutte quelle persone che si trovano dentro un tunnel buio senza uscita.

Cosa ti manca e quanto ha influito la pandemia sulla tua musica?

Mi manca la cara vecchia normalità che prima ci annoiava tanto. La pandemia ha sicuramente messo in ginocchio molti settori lavorativi, soprattutto quello della musica, del cinema e del teatro. A causa del COVID, ho atteso molto tempo affinché questo brano uscisse fuori, ma abbiamo preferito rispettare il periodo delicato e posticipare di quasi un anno l’uscita del singolo.

Quali sono gli artisti che influenzano la tua musica?

Amo Beyonce, ma l’artista che più influenza la mia musica, soprattutto l’aspetto personale molto simile al mio è Lady Gaga. Anche lei come me, è Siciliana e con una forte personalità, una vera e propria paladina della giustizia che lotta contro i diritti LGBTQ+, incita i suoi fan ad accettarsi con i propri pregi e difetti. La stimo prima di tutto come persona, perché utilizza la sua musica per mandare messaggi molto importanti. Ad esempio, quello di accettare i propri problemi psicologici e di avvicinarci senza vergogna alle terapie.
Ho vissuto tutto questo sulla mia pelle, so cosa significa accettare di avere un problema e chiedere aiuto. Nel mio piccolo anch’io cerco sempre di aiutare il prossimo.

Qual è il tuo rapporto con i tuoi followers?

Ho un bel rapporto con le persone che mi seguono. Si, le chiamo persone e non followers, non mi piace!

Per me non sono un numero, dietro ogni “follower” c’è una persona con un mondo dentro e una storia da raccontare. Mi emoziona sempre il fatto che molti di loro si confidano con me, dandomi il privilegio di entrare nel loro piccolo mondo pieno di ostacoli. DCA, paura di fare coming out, problemi familiari o di bullismo. Nel mio piccolo, sarò sempre lieta di dare loro una spalla su cui piangere e di essere un’amica vera o una sorella che non hanno mai avuto.

C’è un palco dove vuoi esibirti?

Ogni palco è casa e dove c’è gente c’è magia! Vorrei esibirmi in diversi palchi purché abbia un contatto con il pubblico, ma non nascondo che sarebbe bello riuscire a esibirmi sul palco dell’Ariston. Ho già avuto l’onore di salirci e di esplorare anche dietro le quinte ma non in veste da cantante. Poi pian piano vorrei uscire fuori dall’Italia, per ampliare il mio bagaglio culturale e musicale, quindi esibirmi sui palchi dei grandi festival.

Ti manca cantare ai concerti?

Assolutamente, si! Mi manca la classica ansia dietro le quinte, gli applausi, la gente riunita e felice.
Mi manca tantissimo la forte adrenalina quando si sta sul palco, che dalla forte euforia un’esibizione sembra durare un secondo.

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