Festa della donna storia, origini, significato, perché l’8 marzo e perché si regalano le mimose

La vera storia della festa delle donne che non si celebra in seguito a un incendio: le origini sono ben diverse

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L’8 marzo di ogni anno viene celebrata la festa della donna, nota anche con il nome di Giornata Internazionale della Donna. Rappresenta sempre un’occasione per riflettere sulle conquiste ottenute dalle donne nel corso della storia e per continuare a lottare per l’uguaglianza di genere. Ma perché si festeggia proprio l’8 marzo e perché si regalano le mimose? Ecco la vera storia, le origini e il significato della festa delle donne.

Festa della donna storia, origini, significato e perché l’8 marzo

Le origini della festa della donna sono state dibattute a lungo, tra leggende e racconti. Una delle teorie più ricorrenti, ma errate, fa risalire la festa dell’8 marzo alla commemorazione delle oltre cento operaie morte il 25 marzo del 1911 nel rogo dell’edificio newyorchese della Triangle Waist Company, in cui lavoravano in condizioni terribili. Secondo altre versioni sulla storia della festa, tutto è partito da uno sciopero di lavoratrici tessili, brutalmente represso a New York l’8 marzo del 1857. Secondo altre la festa delle donne risale alla rivolta pacifista delle operaie di Pietrogrado dell’8 marzo 1917.

Un’altra tappa della storia della festa delle donne è quando il Partito socialista americano organizzò una manifestazione a favore delle lotte femminili: la prima e ufficiale giornata della donna fu celebrata il 23 febbraio 1909.

Si arrivò a scegliere definitivamente l‘8 marzo nel dicembre del 1977, quando L’ONU, con la risoluzione 32/142, stabilì la “Giornata delle Nazioni Unite per i diritti delle Donne e per la pace internazionale”.

Festa delle donne, perché si regalano le mimose

In molti paesi, tra cui l’Italia, una tradizione consolidata dell’8 marzo è il regalo di mimose alle donne. Ma qual è l’origine?

La tradizione di regalare mimose alle donne in occasione dell’8 marzo ha radici italiane e risale agli anni ’40 del secolo scorso. Durante la celebrazione della festa della donna organizzata dalla sezione femminile del Partito Comunista Italiano, veniva distribuita alle donne una piccola mimosa come simbolo di solidarietà e riconoscimento delle lotte per i diritti delle lavoratrici.

La mimosa, con i suoi fiori gialli brillanti e profumati, è diventata il simbolo della festa della donna in Italia, associata alla primavera e alla rinascita, ma soprattutto al coraggio e alla forza delle donne nel perseguire i propri diritti e nel lottare per un mondo più giusto e equo.

In conclusione, l’8 marzo non è solo una festa commerciale, ma una giornata di riflessione, solidarietà e impegno per l’uguaglianza di genere, un’occasione per celebrare i successi ottenuti e per continuare a lottare per un futuro più equo e inclusivo per tutte le donne.

La mimosa fu scelta negli anni ’50 al posto della costosa violetta da due donne femministe dell’Udi, Unione donne d’Italia: Rita Montagnana, antifascista, e Teresa Mattei, comunista. Fu scelto per esprimere luminosità ed energia delle donne ma anche perché “facile da trovare nelle campagne ed è anche il fiore che i partigiani regalavano alle staffette”.

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